Riportiamo sul nostro blog un esempio virtuoso di impresa italiana, quella dell’azienda agricola “Andrea Pavarin” di Lusia (Rovigo).
L’azienda veneta, con 25 dipendenti, si occupa di produrre ortaggi in serra e all’aperto, fra cui patate che fornisce da circa 10 anni principalmente al settore crocieristico, con accordi diretti con le navi da crociera, navi ora ferme da mesi a causa dell’emergenza sanitaria.
Ecco perchè ben 200 bins (grandi contenitori in materiale plastico rigido), ciascuno con circa 250 chilogrammi di patata da consumo, sono rimasti fermi nelle celle frigorifere dell’azienda agricola “Andrea Pavarin”.
In tutto 50 tonnellate di patate, raccolte fra luglio ed agosto 2020, corrispondenti ad un quinto della produzione dell’azienda, con l’obiettivo di poterle vendere, alle aste del mercato ortofrutticolo di Padova, ai commercianti che le acquistano proprio per caricarle nelle navi da crociera.

“Le patate che avevo in cella erano state prodotte in previsione di essere acquistate per le navi da crociera, ma non siamo riusciti a venderle – spiega Andrea Pavarin – avremmo dovuto rifornire le navi a luglio, agosto e settembre. Ma se le navi non caricano, non si fanno nemmeno le aste e non si vende”. Un canale alternativo di vendita poteva essere quello dei ristoranti, ma qui c’è un problema di prezzi. “In questo caso, per quanto riguarda i ristoranti, non riusciamo a tenere i prezzi della concorrenza: al mercato arrivano i prodotti francesi e tedeschi che hanno un prezzo molto basso. Non ho nemmeno la convenienza di andare al mercato”.
“Abbiamo tenuto le patate in cella fino all’ultimo, avrei potuto tenerle lì per altri quindici giorni, per poi liberare lo spazio per i prodotti invernali – ha aggiunto l’imprenditore agricolo – le alternative erano due: o buttarle via, nel campo; o trovare qualcuno che venga qui a prenderle, ritirando almeno un bins”.

In ogni caso il danno economico è stato fatto, dato che resterebbe invenduta una quantità di patate dal valore commerciale di almeno 15mila euro, a cui va aggiunto un costo di produzione di circa 10mila euro.
E allora l’imprenditore ha pensato di invitare gli interessati ad andare a prendere gratuitamente le patate, per evitare che venissero buttate: “Chi fosse interessato, può venire a ritirare le patate, gratis, ma deve portare via almeno un bins, contattandomi al mio indirizzo e-mail”.
Un annuncio postato il giorno venerdì 16 ottobre e in ben 9 ore sono state regalate tutte le 50 tonnellate di patate, con circa 400 mail di richiesta nella sola giornata di venerdì e altre nella giornata di sabato.
“Le richieste sono state così state tante che non è stato possibile accontentare tutti e questo dimostra che la situazione in giro è molto drammatica – ha concluso Andrea Pavarin -“.
Vittorio Angelaccio, molisano di origini,fiorentino di adozione.
Esperto di marketing, management ed eventi sportivi,imprenditore nel food. E’ co-founder dell’azienda King of Truffles, che dal 2011 opera nel luxury food in Italia e all’estero.
Adesso si cimenta in una nuova avventura editoriale. E’ L’anima “Food” di questo blog.
Globe trotter, curioso, innovatore, attento ai nuovi trend, e sempre pronto a valutare nuove opportunità.










